Dehor per ristoranti, bar, giardini

Un dehor è uno spazio esterno ad un esercizio pubblico come un bar o un ristorante. Spesso si tratta di dehors in legno, sia in tecnologia blockhouse che a lamellare, e sono un importante elemento dell'immagine urbana recentemente usati anche per politiche anti-traffico nei centri urbani. Ad esempio nel comune di  Bergamo sono stati utilizzati nel centro storico per dare maggiore spazio ai cittadini ed alla vita nel centro città e togliere spazio al traffico di automobili.  

 

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DOVE POSSONO ESSERE INSTALLATI I DEHORS

I dehors devono essere installati attiguamente all'esercizio e spesso le autorizzazioni non sono concesse ove si necessiti l'attraversamento di una strada per raggiungere il dehor dall'esercizio commerciale che lo detiene. I dehors possono essere stagionali (per un periodo complessivo non superiore a 270 giorni nell'arco dell'anno) oppure continuativi (max 5 anni). Recentemente molti comuni stanno incentivando tali strutture proprio per le politiche di rivalutazione dei centri storici, quindi politiche mirate a creare attività e "movimento" nei centri cittadini, che al tempo testo vogliono essere sepre più pedonali.

 

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DEHOR IN LEGNO DI DESIGN

Generalmente i dehors sono progettati su-misura per rispettare le esigenze dimensionali del cliente ma anche i desideri di stile che il luogo necessita. Di seguito si presentano alcuni design minimalisti e che trovano ampio successo.

 

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DEHORS PER RISTORANTI, DEHORS PER BAR

Le recenti modifiche a molti regolamenti comunali per l'utilizzo di dehors nei centri storici, in particolare dehors per ristoranti e dehors per bar, ha motivato un boom di installazioni di questo tipo di strutture in legno. Inoltre, i dati di vendita degli esercizi che hanno installato un dehor dimostrano un notevole incremento sia nella stagione estiva che nelle stagioni intermedie come autunno e primavera. Infatti, sia i dehors per ristoranti che per bar possono essere facilmente chiusi con vetrate scorrevoli o con tente plastificate termiche che consentono un agevole riscaldamento, o climatizzazione, dell'ambiente interno.

 

DEHORS IN FERRO, DEHORS IN VETRO

I materiali con cui è possibile realizzare i dehors di bar e ristoranti, sono vari: dal PVC al legno, dal ferro al vetro. Sicuramente si consiglia di realizzarli con materiale robusto nel tempo e che non costi molto nella sua realizzazione. Per tale ragione sempre più esercenti si affidano ai dehors in legno nordico di abete bianco, che garantisce lunga durata, alta resistenza strutturale (quindi al carico neve) e soprattutto una estetica sicuramente di forte impatto. Tutto ciò ad un prezzo sicuramente inferiore che realizzarli completamente in vetro o ferro. Inoltre, il legno presente sulle pareti interne consente, oltre che ad un maggior isolamento termico, anche un allure di ambiente stiloso ed accogliente.

 

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DI INSTALLAZIONE E GESTIONE DI DEHORS

Art. 1 Oggetto e definizioni

1. Con il presente regolamento l'Amministrazione comunale intende disciplinare la possibilità di installare manufatti e strutture precarie (c.d. dehors), inerenti l'arredo urbano, al fine di potenziare la qualità delle attività commerciali di pubblico esercizio di somministrazione esistenti, con adeguati spazi per la somministrazione e l'intrattenimento della clientela. L'obiettivo è di fornire servizi per il turismo migliorando le strutture, in risposta alle richieste del mercato, sotto l’aspetto della qualità e assicurando, al contempo, il corretto assetto urbanistico ed edilizio del territorio nel rispetto dei principi di sicurezza e di qualificazione dell'ambiente urbano.

2. Si definiscono "dehors" gli elementi singoli o aggregati, mobili, smontabili o facilmente rimovibili, realizzati temporaneamente: a) su suolo pubblico; b) su suolo privato gravato di servitù di uso pubblico; c) su suolo privato; in prossimità di attività autorizzate a somministrare al pubblico alimenti e bevande, ed insediate in sede fissa, nonché in prossimità di laboratori artigianali di preparazione di prodotti destinati al consumo diretto, con lo scopo di soddisfare le esigenze delle attività cui sono collegate (quali bar, gelaterie, ristoranti, pizzerie, pasticcerie, birrerie e simili), in risposta alla crescente richiesta di offerta turistica, senza che questo crei un incremento stabile della capacità insediativa.

3. Con il termine "suolo pubblico" si intende il suolo e relativo soprassuolo e sottosuolo appartenente al demanio e al patrimonio indisponibile del Comune, nonché il suolo privato gravato di servitù di uso pubblico.

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Art. 2 Tipologie e definizioni

1. I dehors sono classificati secondo le seguenti tipologie: a) tipologia 1: tavoli e sedie; b) tipologia 2: tavoli e sedie su pedana; c) tipologia 3: tavoli e sedie o tavoli e sedie su pedana, delimitati da fioriere e/o elementi trasparenti; d) tipologia 4: ombrelloni a copertura delle tipologie 1, 2 e 3; e) tipologia 5: tende a braccio o a scorrimento su binari a copertura delle tipologie 1, 2 e 3; f) tipologia 6: capanno (gazebo), senza chiusura laterale, delimitato o meno da fioriere, a copertura delle tipologie 1, 2 e 3; g) tipologia 7: capanno (gazebo), con chiusura laterale, delimitato o meno da fioriere, a copertura delle tipologie 1, 2 e 3

2. I dehors devono essere fissati mediante appositi sistemi di ancoraggio che non richiedono escavazioni sia durante la posa in opera che durante la rimozione. In particolare, relativamente alle tipologie 5, 6 e 7 del superiore articolo, la struttura portante, semplicemente ancorata al suolo, e/o alle pareti degli edifici, con ganci ed attacchi amovibili e/o con tiranti di acciaio o altro materiale resistente, dovrà essere realizzata senza arrecare pregiudizio alla struttura principale e compromissione alla stessa, in conformità alla normativa sismica. Dovrà trattarsi pertanto di struttura dotata di un’autonomia e capacità strutturale autonoma svincolata dal corpo principale. Potrà essere realizzata in ferro, alluminio verniciato o legno. La copertura dovrà essere di tipo leggero in tessuto impermeabilizzato o tela plastificata di colore naturale o altro colore da campionarsi, pannelli in lastre di plexiglas, policarbonato trasparente, vetro infrangibile, pannelli opachi o legno. Dovrà essere prevista la regolare raccolta delle acque piovane, nonché la loro canalizzazione e deflusso. Le tamponature devono essere fissate al suolo solo mediante ancoraggi amovibili posti in opera a secco, e cioè senza comportare l’esecuzione o demolizione di opere murarie quali getti in calcestruzzo, muri di mattone o altri materiali cementati da leganti idraulici o plastici. Relativamente alla tipologia 7, le tamponature dovranno essere di materiale trasparente (plexiglas, lastre di policarbonato trasparente, vetro infrangibile o altro materiale ritenuto idoneo dalla Conferenza di Servizi di cui al successivo art. 5) su tutti i lati e facilmente asportabili, in armonia con i profilati e con il contesto urbano, con la possibilità , nella sola ipotesi di strutture poste su suolo privato al di fuori delle zone omogenee A di P.R.G., di utilizzare, per una altezza massima di cm.100, materiali opachi. L’uso di materiale o colori alternativi, sia per la copertura che per la tamponatura, dovrà essere giustificato da particolari motivi compositivi anche con riguardo a tipologie esistenti all’intorno. La quota di imposta del piano di calpestio non può superare la quota di +20 cm. dalla quota stradale e l’altezza max al colmo non può superare ml 3.00, misurate all’intradosso dell’elemento di copertura, e comunque dovrà essere garantita un’altezza media di ml. 2.70. Le porte individuate come vie di esodo, devono essere ad apertura ad anta e dimensionate in ragione della tipologia di attività e dell’affollamento, così come previsto dalla vigente normativa. La pavimentazione dovrà essere facilmente amovibile e comunque tale che la sua installazione e rimozione non arrechi danni di qualunque genere e tipo alle pavimentazioni esistenti. I dehors devono essere realizzati in conformità alla normativa sulle barriere architettoniche e devono risultare accessibili ai soggetti diversamente abili. I manufatti non dovranno interferire o peggiorare i rapporti aeranti dei vani ad essi eventualmente collegati e le porte individuate anche come vie di esodo, devono essere ad apertura ad anta. In presenza di più pubblici esercizi deve essere prevista una soluzione unitaria. Nel caso sia prevista l’illuminazione del dehors, questa deve essere progettata e realizzata in conformità alla legge 46/90 e successive modifiche ed integrazioni.

3. Le caratteristiche tecniche di cui al superiore comma, potranno subire modifiche a seguito di atto di indirizzo adottato dalla Giunta Municipale.

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Art. 3 Ubicazione

1. Nelle zone A di P.R.G., in prossimità di edifici di pregio storico e artistico e nelle aree sottoposte a vincolo paesaggistico, è consentita l'installazione di dehors esclusivamente corrispondenti alle tipologie 1, 2, 3, 4 e 6 di cui al precedente art. 2, comma 1. In tal caso, i materiali e le attrezzature proposte in progetto, devono armonizzarsi con il contesto urbano. Nelle suddette zone, le strutture portanti relative alla tipologia 6, devono essere in ferro colore “canna di fucile”, in legno o altro materiale che a giudizio della Conferenza di Servizi di cui al successivo art. 5, non arrechi pregiudizio al decoro urbano.

2. I dehors di cui all'art. 2 potranno essere installati in aree pubbliche, private o private ad uso pubblico, all'interno dei centri abitati o in territorio aperto, in tutte le zone omogenee di P.R.G., compatibilmente con i programmi di sviluppo urbanistico e di quelli di manutenzione delle reti pubbliche, con le limitazioni di cui al comma precedente.

3. Le opere non devono arrecare intralcio al pubblico transito sia veicolare che pedonale e carrabile, né porsi in contrasto con le norme del Codice della Strada e relativo Regolamento di Attuazione. Le strutture non devono interferire con reti tecniche o elementi di servizio (es. chiusini, griglie, caditoie, idranti, quadri di controllo, misuratori del servizi erogati, segnaletica verticale ed orizzontale, toponomastica, illuminazione, ecc.) limitandone il funzionamento, l'utilizzo, o la manutenzione, se non per i casi esplicitamente ammessi in sede autorizzazione.

Per maggiori informazioni scaricare il Regolamento per la disciplina di installazione e gestione di dehors.